Agroalimentare
13 febbraio 2012

40 nomi per lo zucchero

Tante sono le diverse sostanze, naturali e artificiali, che in cibi e bevande si utilizzano per renderli più dolci o migliorarne il sapore. A volte anche in quelli che di per sé sarebbero salati.

TRASPARENZA ALIMENTARE - Tra mucca pazza, influenza aviaria, mozzarelle blu e frodi alimentari, negli ultimi anni siamo diventati sempre più attenti e sensibili a guardare bene quello che ci mettiamo nel piatto o nel bicchiere, e alle aziende dell'industria alimentare è stata richiesta sempre maggiore trasparenza. Così, sulle etichette c'è scritto tutto o quasi, ma molti nomi degli ingredienti usati restano un codice per la stragrande maggioranza dei consumatori. E allora, è importante poterli interpretare.

UNA FUNZIONE, 40 NOMI - Ci aiuta ilfattoalimentare.it che porta l'esempio dei dolcificanti: ce ne sono circa 40 varianti diverse, tra naturali e artificiali. Tanto che, sia pure naturalmente in piccola percentuale, si possono trovare perfino nei prodotti classificati come salati. Alcuni nomi magari riusciamo a intuire che riguardino gli zuccheri, altri meno.

NATURALI E ARTIFICIALI - Qualche esempio: tra i dolcificanti artificiali ci sono la Saccarina, l'Aspartame, l'Acesulfame, ma anche i Ciclammati e il Sucralosio. Anche il classico zucchero da tavola può avere vari nomi, più o meno familiari: saccarosio, zucchero di canna, zucchero invertito, sciroppo di glucosio, sciroppo di fruttosio concentrato. Altri zuccheri sono il fruttosio (dalla frutta) il lattosio (dal latte) e fin qui ci arriviamo, ma ci sono anche il sorbitolo e il destrosio. Altri dolcificanti, ricavati dall'amido: maltosio, destrine, maltodestrine, mannitolo, succo zuccherato disidratato. Tra i dolcificanti naturali troviamo la melassa, lo zucchero d'uva, il succo di mele concentrato, lo sciroppo d'acero, di riso e di sorgo. Qualcuna di queste sostanze si trova anche in alimenti classificati come salati, per esempio, le salse di pomodoro.

BUONO A SAPERSI - Conoscere tutti questi nomi, o almeno qualcuno, serve a capire bene cosa c'è in quello che mangiamo e beviamo, magari a non spaventarsi davanti a certi nomi astrusi, e magari, nei momenti di svago, a stupire gli amici. In ogni caso, val la pena di dire, “buono a sapersi”.
(Foto practicalglamour.org)

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