Per qualche grado in più
LIMITE 20 GRADI – In questi giorni fa molto freddo. Prima soluzione, istintiva soprattutto per chi ha un impianto a controllo autonomo: alzare la temperatura dell'impianto di riscaldamento. Ma occorre ricordarsi che per legge abitazioni e uffici non possono superare i 20 gradi. Per contenere l'inquinamento, ma c'è vantaggio anche sul portafoglio. Un grado in più per tutto l'inverno, ricorda Legambiente, può costare anche tra i 100 e i 200 euro in bolletta. A 24 gradi, il costo di riscaldamento arriva anche al 40% in più. Meglio allora mettere un maglione, e tenere sempre chiuse porte e finestre.
IL CONTROLLO DELLA CALDAIA - Ma si può anche risparmiare usando con criterio la caldaia. Rispettando i controlli periodici previsti dalla legge, per essere sicuri di avere l'impianto a norma: oltre a non rischiare sanzioni,da 500 a 3000 euro, si migliora l'efficienza dell'impianto. Ci sono anche i controlli a campione – almeno sul 5% degli impianti sul territorio – effettuati da Comune o Provincia, che sono a carico dell'utente: spesso questi costi sono compresi in quelli di manutenzione. È possibile anche richiedere il controllo del rispetto dei valori massimi di temperatura, a proprie spese, a meno che questi risultino non rispettati, nel qual caso il controllo è gratuito. A seconda della zona d'Italia in cui si abita, in base alle ore di sole medie e quindi della temperatura media, sono anche diversi i periodi dell'anno e il numero di ore al giorno in cui è consentito tenere acceso l'impianto. Meno giorni e meno ore al sud, più giorni e più ore al Nord.
LA VALVOLA TERMOSTATICA - Stando quindi nel limite di 20 gradi, è comunque possibile ottimizzare i consumi: per esempio applicando la valvola termostatica ai termosifoni, che regola automaticamente l'afflusso di acqua calda nel termosifone a seconda della temperatura impostata. Questo serve soprattutto dove la temperatura ambiente varia molto da una stanza all'altra. Si può risparmiare il 10% sulla bolletta. Il costo è 20 euro per caloriferi già predisposti, altrimenti 60-80 euro. La valvola è obbligatoria per appartamenti nuovi o ristrutturazioni.
IMPIANTI A CONDENSAZIONE - Infine, se la caldaia va sostituita si può scegliere un impianto a condensazione che sfrutta anche il calore nel vapore acqueo dei gas di scarico. Questo intervento è più costoso, sui 2500 euro escluso l'adeguamento dell'impianto di distribuzione, ma in compenso è possibile usufruire di detrazioni fiscali del 55% sulle spese. La detrazione vale anche per la trasformazione di impianti autonomi in impianti centralizzati.
(Foto harrisenenenergy.org)
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