Agroalimentare
20 febbraio 2012

Resistenza contadina, il manifesto dei piccoli agricoltori

Nei giorni scorsi è stato presentato un manifesto aperto a tutti coloro che vogliono promuovere e difendere i prodotti realizzati dai contadini che lavorano all'agricoltura su piccola scala, che fanno fatica ad affermarsi nel grande mercato agroalimentare.

PICCOLI PRODUTTORI PENALIZZATI - In Italia ci sono tante piccole aziende da cui nascono prodotti riconosciuti di grande qualità, ma che fanno fatica ad affermarsi sul mercato agroalimentare, dove si trovano prodotti con prezzi prestabiliti e schede tecniche e organolettiche che non tengono conto dei costi effettivi e della biodiversità, di una produzione rispettosa del territorio. Lo dice un contadino di Brusciano all'incontro tenutosi nei giorni scorsi a Napoli, per presentare il Manifesto della Resistenza Contadina. All'incontro hanno partecipato l'Associazione Regionale Giornalisti Agroalimentari e di Slow Food Campania, che, pur non rappresentando direttamente i contadini, sostiene l'iniziativa.

GLI OBIETTIVI DELL'INIZIATIVA - Il Manifesto nasce proprio per difendere e favorire i piccoli agricoltori e le loro produzioni. Cinque i punti in cui si sviluppa:

  • ottenere per i contadini il riconoscimento dei giusti margini di guadagno, dando il valore adeguato ai prodotti della terra, che oggi si è ridotto;
  • opporsi alla legislazione che favorisce i processi di industrializzazione del cibo e portano a volte all'abbandono dei metodi produttivi tradizionali;
  • arginare l'avanzare del cemento nelle zone attorno alle città, dove la vendita dei terreni agricoli frutta molto di più di quanto un contadino guadagnerebbe lavorandoci una vita;
  • in alcuni contesti c'è anche il rischio dell'infiltrarsi della criminalità organizzata: dall'utilizzo del lavoro nero allo sversamento dei rifiuti inquinanti nei terreni;
  • Contrastare l'omologazione dei prodotti alimentari; nella grande industria la competizione si gioca tutta sul prezzo, rendendo più difficile la sopravvivenza dei produttori che puntano sulla biodiversità, sulle varietà di cibi locali, su pratiche di produzione ecosostenibili.

UN PUNTO DI PARTENZA - Questo manifesto, come sottolinea il presidente di Slow Food Campania Gaetano Pascale, è aperto, ed è un punto di partenza sul quale ragionare con chiunque voglia sostenere l'iniziativa. E pur partendo a livello regionale vuole diffondersi, con gli opportuni adattamenti, in ogni parte del mondo. Ad aiutare in questa direzione sarà prima di tutto l'Associazione Regionale dei Giornalisti Agroalimentari, che comincerà col diffonderlo dalla Campania in tutte le regioni italiane dove è presente l'Associazione stessa. (Foto: Cosv.org).

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