Ambiente
23 gennaio 2012

Quel riciclo creativo chiamato Up-Cycling

Si chiama up-cycling e sta avendo fortuna in design e in architettura: l'arte di riutilizzare i prodotti che buttiamo via, o che usiamo provvisoriamente: dalle riviste alle sedie, dalle carte ai bancali

Di quello che noi buttiamo via, dalle confezioni alle riviste, dalle bottiglie alle lampadine usate, alle sedie, ma anche ai bancali per movimentare le merci, qualcuno fa delle opere d'arte, nel vero senso della parola.

RICICLO CREATIVO -Tecnicamente si chiama Up-Cycling, o riciclo creativo, e non si improvvisa. Chi vi si dedica non ha non un semplice hobby ma fa un'arte e un business, e ha una filosofia di rifiuto del capitalismo e dello spreco. Un lavoro artigianale, tutto fatto a mano. Per dedicarsi a un'arte del genere ci vogliono occhio, per saper vedere una nuova vita in un oggetto considerato finito; pazienza, perché tutto è fatto a mano; capacità imprenditoriale, perché si tratta di un lavoro, e una mentalità anticonsumistica. Anche i nomi sono artistici: Borisbally usa cartelli stradali per realizzare arredi e accessori per la casa, Yunktion realizza figure umane realizzate con pezzi di macchine per scrivere disassemblate, altri creano installazioni con i cartoni per la pizza.

REALIZZAZIONI ARCHITETTONICHE - Con gli oggetti usati non si creano soltanto installazioni artistiche, che possono piacere o meno, ma anche realizzazioni architettoniche: c'è chi ha costruito una parete di riviste (ben più delle due o tre citate da Rino Gaetano in “E cantava le canzoni”). Con i bancali - quelli usati per movimentare le merci – si possono fare tavoli e sedie, scrivanie o gradoni, e c'è chi ha costruito un padiglione con centinaia di costumi da bagno rifiutati alla Speedo perché giudicati troppo tecnologici. 

RIDURRE L'IMPATTO AMBIENTALE - L'Up Cycling potrebbe non rimanere un hobby o un mestiere confinato a pochi eccentrici artisti. La teoria economica di R. Vernon indica per i prodotti nuovi quattro fasi: introduzione sul mercato, pubblicità con crescita delle vendite, maturità, con vendite costanti, declino quando è superato. Per ognuna di queste ci sono delle strategie per ridurre l'impatto ambientale dei prodotti, ad esempio ridurre il numero di distributori, riposizionarlo sul mercato per farlo durare di più. Il riciclo creativo, riutilizzando pezzi di prodotti vecchi per creane di nuovi, potrebbe essere un'altra soluzione.

ISPIRARSI – Anche senza farne tutti un mestiere, queste realizzazioni ci possono suggerire una mentalità diversa: intanto, invogliandoci al riutilizzo del materiale “usato”, e poi inventando le nostre soluzioni.

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